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Scyphozoa
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Gli mwbaScifozoi sono una mwbqclasse del mwbgphylum dei mwbwCelenterati (o Cnidari) a cui appartengono le grandi e variabili mwcameduse, più propriamente dette mwcqscifomeduse. Le specie di Scyphozoa sono presenti sulla Terra dal mwcgCambriano fino ai giorni nostricite-ref-1[1]cite-ref-0-2-0[2].

Contents

Note

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Anatomia

Il nome viene dal mwgggreco mwgwskyphos (σκύφος), che indica un calice che ricorda la forma di questi organismi. La classe delle scifomeduse conta circa 200 specie con una notevole variazione fra di esse, sia per dimensioni che morfologiacite-ref-3[3].

Gli scifozoi generalmente presentano una mwiqsimmetria tetramera (o tetraradiale, cioè a 2 assi)cite-ref-sapere-4-0[4] e hanno un materiale gelatinoso interno chiamato mwjgmesoglea, che separa ectoderma ed endoderma, e che fornisce alla medusa la stessa integrità strutturale di uno mwjwscheletrocite-ref-0-2-1[2]cite-ref-treccani-5-0[5]. La mesoglea comprende cellule mwmaamoeboidi mobili provenienti dall'epidermide.

Le meduse marine possono essere composte fino al 98% di acqua, quindi raramente si trovano in forma fossile.

A differenza degli mwmwidrozoi, le scifomeduse mancano di un mwnacraspedocite-ref-6[6], un lembo di tessuto vascolarizzato che si estende della parte inferiore della campana che aiuta a sospingere le piccole idromeduse attraverso l'acqua. Tuttavia, un anello di fibre muscolari è presente all'interno della mesoglea intorno al bordo della campana, per cui la medusa nuota contraendosi e rilassando alternativamente questi muscolicite-ref-7[7]. La periodica contrazione e rilassamento di questi muscoli spinge la medusa attraverso l'acqua, permettendogli di sfuggire alla predazione o di catturare la sua preda; gli scifozoi sono infatti o mwpqpredatori o mwpgfiltratori mwpwpelagici.

Altro carattere fondamentale dello scifopolipo è la presenza di un mwqqmwqgcelenteron,cite-ref-treccani-5-1[5] diviso in quattro tasche separate da altrettanti rilievi gastrici carnosi (sarcosetti), collegati superiormente all'imbuto esofageo ed inferiormente liberi. quattro canali interradiali che in alcuni casi possono essere ramificati.

Come per i mwsaCubozoi e gli mwsqAntozoi, la muscolatura appare subepiteliale cioè separata dall'epidermide.

La bocca si apre in uno stomaco, dal quale si irradiano verso l'esterno quattro mwswdiverticoli interconnessi. In molte specie, i diverticoli si sviluppano in un sistema di canali radiali, con o senza la presenza di un ulteriore canale ad anello verso il bordo della campana. Alcuni generi, come mwtaCassiopea, hanno anche delle più piccole bocche aggiuntive nelle braccia orali. Il rivestimento del sistema digestivo, la mwtggastrodermide, è dotata di mwtwcnidociti al cui interno troviamo le mwuanematocisti, e tra le altre, cellule ghiandolari che secernono gli enzimi digestivicite-ref-1-8-0[8].

Il sistema nervoso è generalmente costituito da una rete distribuita di cellule, anche se alcune specie possiedono degli anelli nervosi. Nelle specie prive di questi anelli nervosi, le cellule nervose sono invece concentrate in piccole strutture chiamate mwvgropali. Nelle specie di Scyfozoa si trovano da quattro a sedici ropali disposti attorno al bordo dell'ombrello, da dove coordinano l'azione muscolare che permette all'animale di muoversi. Ogni ropalio è tipicamente associato ad una coppia di fosse sensoriali, una statocisti e talvolta un ocello pigmentatocite-ref-1-8-1[8].

Riproduzione e sviluppo

La maggior parte delle specie sembrano avere individui maschi e femmine separati.

La mwzwriproduzione è mwaasessuale ed avviene secondo un mwaqciclo metagenetico. Le mwaggonadi si trovano nella mucosa dello stomaco e i mwawgameti maturi vengono espulsi nell'acqua attraverso la boccacite-ref-1-8-2[8] (in alcune specie l'inseminazione avviene internamente e le uova sono incubate in speciali tasche). L'uovo fecondato produce una larva mwcaplanula che, nella maggior parte delle specie, si fissa rapidamente sul fondale marino. La larva si sviluppa nello stadio idroide, ossia un piccolo mwcqpolipo sessile mwcgbentonico chiamato scyphistoma. Lo scyphistoma si riproduce asessualmente, producendo polipi simili per gemmazione, per poi trasformarsi in una medusa, oppure gemmare diverse mwcwefire da una serie di divisioni trasversali del corpo dalla sua zona apicale attraverso un processo chiamato mwdastrobilazione. Le meduse, alla nascita, sono inizialmente microscopiche e possono richiedere anni per raggiungere la maturità sessualecite-ref-1-8-3[8].

Nella fase di polipo vengono chiamati mwegscifopolipi o mwewscifostomicite-ref-sapere-4-1[4] (talora, mwgascifistomi), mentre la denominazione "scifomedusa" riguarda la loro fase adulta.cite-ref-treccani-5-2[5]

Sistematica

La classe degli Scifozoi ha storicamente incluso 5 ordini, colloquialmente noti come coronate, cubomeduse, rhizostomee, semeostomee e stauromedusecite-ref-9[9]. Più recenti analisi, sia morfologichecite-ref-10[10]cite-ref-11[11] che molecolaricite-ref-collins2002-12-0[12] hanno portato al riconoscimento di tre raggruppamenti monofiletici: Coronatae, Rhizostomeae e Semaeostomeae. Le cubomeduse e le stauromeduse sono state erette a classi separate: mwlwCubozoa e mwmaStaurozoa.

Analisi molecolaricite-ref-collins2002-12-1[12]cite-ref-dawson2004-13-0[13] hanno portato alla seguente classificazione:cite-ref-worms-14-0[14]

• Sottoclasse mwqaCoronamedusae

• Ordine mwqwCoronatae

• Sottoclasse mwrgDiscomedusae

• Ordine mwsqRhizostomeae
• Ordine mwswSemaeostomeae

Note

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cite-note-0-22. mwywCartwright, P., Halgedahl, S.L., Hendriks, J.R., Jarrad, R.D., Marques, A.C., Collins, A.G., Lieberman, B.S., mwzaExceptionally preserved jellyfishes from the Middle Cambrian, in mwzqPLOSONE, vol.mwzg 10, e1121, 2007, pp.mwzw 1-7.
cite-note-33. mw0wmw1amw1qScifozoi: Scifomeduse, su mw1genciclopedino.it. mw1wURL consultato il 10 febbraio 2019.
cite-note-sapere-44. citerefsapere-scifist-ma-o-scifost-mamw3qmw3gScyphozoa, in mw3wSapere.it, mw4aDe Agostini.
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cite-note-66. Per questo motivo sono chiamate anche mw7wmeduse acraspedote.
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Bibliografia

• mwauy(EN) M. Daly, M.R. Brugler , P. Cartwright, A.G. Collins, M.N. Dawson, D.G. Fautin, S.C. France, C.S. McFadden, D.M. Opresko, E. Rodriquez, S.L. Romano, J.L. Stake, The phylum Cnidaria: A review of phylogenetic patterns and diversity 300 years after Linnaeus, in Zootaxa, vol. 1668, 2007, pp. 127-182.

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Collegamenti esterni

• mwauw(EN) Scyphozoa, in WoRMS (World Register of Marine Species). URL consultato il 25 ottobre 2014.